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PER NON DIMENTICARE ...
LE TRAGEDIE SUL LAVORO IN ITALIA

Questa sezione e' stata aperta il 20.12.2007 per ricordare il terribile incidente nell'acciaieria ThyssenKrupp, avvenuto la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, dove sono morti 7 lavoratori.

Vuole essere un forte segnale di solidarieta' ai familiari degli scomparsi ed un tributo alla memoria delle vittime di questa tragedia, di quelle che sono accadute e di quelle che, purtroppo, potrebbero ancora succedere nella speranza che non siano mai dimenticate.

La sezione e' aperta ai contributi di tutti coloro che desiderano apportare ulteriori informazioni, analisi, osservazioni tecniche in relazione a questi tragici accadimenti in modo da prevenire possibili altri incidenti / infortuni in situazioni simili.

Per qualsiasi materiale / notizia / aggiornamento sulle tragedie piu' sotto elencate rimaniamo a disposizione al seguente indirizzo e-mail: info@sicurezzaonline.it o al n. di tel: 0422 444913

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Incendio in un laboratorio tessile a Prato: morti sette operai cinesi

1 dicembre 2013

Fonte: INAIL

tre operai muoiono nell’esplosione di un silos

13 settembre 2013

Tragedia a Lamezia Terme: tre operai muoiono nell’esplosione di un silos

 
Lo scoppio è avvenuta nello stabilimento di San Pietro Lametino della Ilsap Biopro, azienda che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti al momento dell'incidente erano in corso lavori di manutenzione nella cisterna. Indagato l’ad della ditta

CATANZARO – Sono tre gli operai che hanno perso la vita durante l’esplosione di un silos, ieri pomeriggio, in uno stabilimento di San Pietro Lametino, nell'area industriale di Lamezia Terme. Secondo le prime ricostruzioni i lavoratori sarebbero stati investiti da una fiammata improvvisa, mentre stavano compiendo lavori di saldatura. A morire sul colpo sono stati Daniele Gasbarrone, di Latina, e Alessandro Panella, di Velletri, entrambi di 32 anni. Enrico Amati, 47 anni, è deceduto invece questa mattina presso l'ospedale di Catanzaro, dove era stato ricoverato con ustioni sul 90% del corpo.
Ancora incerte le cause della deflagrazione. Al momento le cause dell’esplosione non sono state ancora accertate, anche se gli investigatori non escludono che all'origine possa esserci la formazione di una nuvola di gas prodotta dalla lavorazione degli oli. Dai rilievi dei carabinieri e della polizia risulta che i tre operai si trovavano sopra un cestello sorretto da una gru, presso la sommità della struttura, impegnati nelle operazioni per trasformarla da silos di passaggio a silos di stoccaggio. Improvvisamente gli uomini sono stati investiti dall’esplosione e dalla fiammata, mentre altri addetti alla manutenzione che si trovano nelle vicinanze sono stati scaraventati a decine di metri.
Si indaga su altri responsabili della società. La Procura di Lamezia Terme ha aperto un'inchiesta e sul luogo dell’esplosione è intervenuto il sostituto procuratore, Luigi Maffia. A essere iscritto nel registro degli indagati è l’amministratore delegato della società e non si esclude che, nelle prossime ore, l’azienda possa essere messa sotto sequestro. Secondo quanto si è appreso, i masistrati stanno vagliano anche la posizione di altri responsabili della società, che ha la sua sede legale a Latina.
Il cordoglio delle istituzioni. Sentimenti di cordoglio sono stati espressi dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha seguito da subito la vicenda. A manifestare la propria partecipazione alla tragedia anche il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, che si è recato sul posto per rendersi conto della grave situazione, e il vescovo di Lamezia, monsignor Luigi Cantafora.
I precedenti di Perugia e Brindisi. L’incidente di Lamezia Terme non è purtroppo un caso isolato. Sette anni fa a morire a Perugia alla Umbria Olii di Campello furono, infatti, quattro operai di una ditta esterna, impegnati nella saldatura di una passerella. Gli esiti del primo grado del processo hanno confermato, al momento dell’esplosione, l’assenza di adeguate misure di sicurezza che non hanno tutelato le vittime dai gas prodotti durante le operazioni. Nel 2010, ancora, a restare coinvolti nello scoppio di un serbatoio della multinazionale farmaceutica Sanofi-Aventis, presso la zona industriale di Brindisi, furono cinque operai, uno dei quali deceduto, impegnati in operazioni di saldatura all’interno della cisterna contenente acqua e cloroformio.

 

Fonte: INAIL

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La discussione nel nostro Forum: 'Infortuni mortali sul lavoro'

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Gli infortuni mortali nel settore delle costruzioni del 2013

                                           

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