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PER NON DIMENTICARE ...
LE TRAGEDIE SUL LAVORO IN ITALIA

Questa sezione e' stata aperta il 20.12.2007 per ricordare il terribile incidente nell'acciaieria ThyssenKrupp, avvenuto la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, dove sono morti 7 lavoratori.

Vuole essere un forte segnale di solidarieta' ai familiari degli scomparsi ed un tributo alla memoria delle vittime di questa tragedia, di quelle che sono accadute e di quelle che, purtroppo, potrebbero ancora succedere nella speranza che non siano mai dimenticate.

La sezione e' aperta ai contributi di tutti coloro che desiderano apportare ulteriori informazioni, analisi, osservazioni tecniche in relazione a questi tragici accadimenti in modo da prevenire possibili altri incidenti / infortuni in situazioni simili.

Per qualsiasi materiale / notizia / aggiornamento sulle tragedie piu' sotto elencate rimaniamo a disposizione al seguente indirizzo e-mail: info@sicurezzaonline.it o al n. di tel: 0422 444913

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Esplosione in fabbrica di fuochi di artificio - 6 morti

12 settembre 2011

ARPINO (FROSINONE)

Esplode fabbrica di fuochi sei persone morte, alcuni dispersi 

Bilancio non definitivo, si cerca ancora: altre persone, secondo testimonianze, sarebbero state all'interno della struttura saltata in aria nel Frusinate. Era la Pirotecnica Arpinate della famiglia Cancelli, che realizza giochi dal 1812. Tra le vittime, il capostipite, Claudio Cancelli, di 65 anni, e i suoi due figli. L'amico assessore: "Sembrava di essere in guerra". In fiamme un bosco. Il cordoglio di Napolitano: "Colpito dalla dimensione della tragedia"

 

 

Potrebbero essere di più, forse sette le persone decedute nella tragica esplosione avvenuta all'interno dell'azienda di fuochi d'artificio Pirotecnica Arpinate della famiglia Cancelli, di Carnello nel comune di Arpino (Frosinone). Oltre alle tre vittime subito accertate, Claudio Cancelli, 65 anni, titolare dell'azienda e i due figli Gianni e Giuseppe, di 42 e 45 anni, sono stati ritrovati anche i corpi di Francesco Lorini ed Enrico Battista. La sesta vittima è Giulio Campoli, 41 anni di Veroli. L'uomo si trovava lì per caso.

I SOCCORSI LE VITTIME  L'ESPLOSIONE NEL BOSCO

E si continua a scavare per recuperare eventuali altre vittime o feriti, e si cerca in particolare un operaio e un esterno, forse un acquirente che sarebbe arrivato all'interno dell'area per caricare su un furgone i fuochi pirotecnici confezionati.

L'INTERNO DELLA FABBRICA PRIMA DELLA TRAGEDIA

Per tutta la giornata l'accesso nell'area è stato consentito solo ai familiari. Gli elicotteri
 

dei Vigili del Fuoco hanno continuano a gettare acqua sulle fiamme prodotte dalle esplosioni e nella parte retrostante verso la montagna dove le 'casematte' continuavano ad esplodere. "Sembra di stare in guerra, è una tragedia immane" ha raccontato sotto shock un assessore di Arpino amico della famiglia
Dopo l'esplosione, due elicotteri del 118 sono atterrati nella zona del disastro di Arpino. Il soccorso sanitario ha anche inviato auto mediche e cinque ambulanze. Squadre di vigili del fuoco sono arrivate anche da Colleferro. E per ore si sono rincorse piccole e grandi esplosioni, con i pompieri che non potevano fare altro che operare a distanza e intervenire sul secondo incendio che, in seguito all'esplosione, si è sviluppato nel vicino bosco.
 
E subito si è riempito l'obitorio di Sora, e si sono cercati spazi mortuari in altri ospedali. Una serie di morti sul lavoro che ha suscitato profondo dolore al presidente Napolitano: "Colpito dalla dimensione della tragedia" 
E in Ciociaria è stata allertata dalla locale Asl la squadra di supporto psicolgico per dare aiuto ai parenti delle vittime. "Dal lontano 1812 l'arte pirotecnica è stato lo scopo della mia famiglia "Cancelli", ed oggi noi " Pirotecnica Arpinate" non facciamo altro che continuare quello che la nostra famiglia ha tramandato nel corso degli anni effettuando spettacoli che ripropongono l'arte di una tradizione millenaria che oramai solo in pochi riescono a svolgere", scriveva nel suo profilo facebook Giuseppe Cancelli.
Dell'inchiesta si occupa il magistrato della Procura della Repubblica di Cassino, Francesco Cerullo subito giunto sul luogo dell'esplosione. La ricostruzione dei fatti è ancora al vaglio dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Frosinone e delle forze dell'ordine, ma sembra che la prima deflagrazione sia avvenuta nel locale adibito al confezionamento dei "botti". La ditta Cancelli stava lavorando alla preparazione di fuochi pirotecnici che poi avrebbero dovuto essere distribuiti in alcune feste patronali dei dintorni. Dislocata su tre ettari, l'azienda si trova nella frazione di Carnello di Arpino, in una località boschiva e lontana dal centro abitato. Come in una macabra sequenza dopo il primo scoppio hanno iniziato ad esplodere le altre casematte.
La famiglia Cancelli il 12 luglio '94 venne colpita da una analoga tragedia nell'azienda che avevano in località Ridotti nel comune di Balsorano, in provincia de L'Aquila. Anche in quel caso il bilancio su pesantissimo: cinque morti e un operaio sopravvissuto ma rimasto sfigurato. Il sindaco di Arpino, Bruno Vano, ha indetto il lutto cittadino per il giorno dei funerali.
Le reazioni.  "Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, colpito dalla dimensione della tragedia sul lavoro verificatasi oggi nel comune di Arpino in cui hanno perso la vita sei persone, dal datore di lavoro agli operai, ha chiesto al prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, di rappresentare i suoi sentimenti di partecipe solidarieta' alle famiglie delle vittime e alla comunita' di Arpino". È quanto si legge in una nota del Quirinale. 
"Sono sul posto, sembra uno scenario di guerra. E' una tragedia immane".  Tra i primissimi a giungere sul posto, l'assessore alle Attività produttive di Arpino, Antonio Venditti, parla sotto shock a metà pomeriggio. "Abbiamo sentito uno scoppio tremendo propagatosi per chilometri, quindi siamo accorsi sul posto" racconta l'assessore. Sembra di assistere a uno scenario di guerra - aggiunge - Macchine accartocciate, mura crepate, blocchi di tufo e cemento a decine di metri dall'edificio. La fabbrica è stata quasi del tutto rasa al suolo." E aggiunge: "Questo è un piccolo paese, non siamo abituati a episodi di questo tipo - conclude l'assessore - siamo tutti parenti e amici".  "Ho appreso con profondo dolore la notizia delle vite spezzate nel tragico incidente sul lavoro avvenuto oggi ad Arpino, nel frusinate. Le ragioni della tragedia sono ancora da verificare, ma la drammatica e sconcertante frequenza con cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi". Lo scrive il presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio di cordoglio inviato al prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni. 
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato che "i servizi ispettivi del ministero sono stati già attivati affinchè collaborino con i vigili del fuoco, con il servizio sanitario regionale e con gli inquirenti al fine di una tempestiva individuazione delle cause e delle eventuali responsabilità. Il governo partecipa all'intenso dolore dei familiari e dei colleghi dei lavoratori deceduti e feriti nel terribile infortunio", ha concluso.
"Sono danni che produce una stagione in cui si pensa che si possa tagliare sui diritti della persona e sulla sicurezza". Così ha commentato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha commentato. Secondo il leader della Cgil, intervenuto alla festa dell'Unità di Bologna, il tema degli infortuni sul lavoro "è sempre più di attualità in una situazione difficile".
E la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, esprime "a nome personale e della Regione profondo cordoglio per le vittime dell'esplosione. Attendiamo che sia fatta luce sulla dinamica e le cause di quanto accaduto, la nostra vicinanza va ai familiari, e a tutta la comunità del frusinate, in questo momento di grande dolore".

Fonte: Repubblica.it

Esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio: forse sette le vittime

Esplosione fuochi

 

12 settembre 2011. I Vigili del fuoco sono ancora impegnati nel tentativo di domare le fiamme e di sopprimere le deflagrazioni che continuano a interessare l'area dell'azienda Pirotecnica arpinate. Ancora impossibile stabilire le cause dell'incidente: morti il titolare dell'azienda, i suoi due figli e - secondo un primo bilancio - anche tre operai e un esterno 

ARPINO - Il bilancio è ancora provvisorio e i Vigili del fuoco sono ancora al lavoro per cercare di domare le fiamme. Ma, da una prima stima, potrebbero essere sette le vittime decedute nelle tre esplosioni che si sono verificate, poco dopo le 17 di oggi, nell'azienda di fuochi d'artificio Pirotecnica arpinate della famiglia Cancelli, a Carnello, nel comune di Arpino (Frosinone). Non ci sono dubbi riguardo il decesso del titolare dell'azienda, Claudio Cancelli, 65 anni, e dei suoi due figli, Gianni e Giuseppe. Tuttavia - secondo le prime indiscrezioni trapelate - i soccorritori avrebbero recuperato anche altri quattro corpi dilaniati dalle deflagrazioni: probabilmente tre operai e un esterno (quest'ultimo impegnato all'interno della fabbrica nelle operazioni di carico su di un furgone del materiale esplosivo). Le notizie non hanno ancora carattere di ufficialità: sul luogo del disastro, tuttavia, sono intervenuti le varie forze dell'ordine - carabinieri, polizia e il magistrato della procura di Cassino - nonché diversi furgoni di ditte funebri. 

Precluso - salvo i familiari - l'accesso al luogo dell'incidente, mentre le esplosioni starebbero continuando a manifestarsi. Difficile, in questo momento di caos, potere fare una ricostruzione di quanto successo e della dinamica della tragedia. Tutta l'area interessata dalla fabbrica, infatti, sarebbe ancora a rischio e i pompieri, al momento, continuano a gettare acqua per cercare di impedire l'eventualità di nuovi scoppi. Le fiamme già sviluppate, inoltre, avrebbero generato un incendio in un bosco nelle vicinanze. Secondo quanto trapelato, il soccorso sanitario ha inviato due auto mediche e cinque ambulanze ed è presente una squadra di supporto psicologico per i parenti delle vittime già occorsi sul posto.

 

Fonte: INAIL

Arpino: i morti sono sei. Ancora sconosciuta la dinamica della tragedia

13 settembre 2011. Nella terribile esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio "Cancelli" hanno perso la vita il titolare, i suoi due figli, due operai e un cliente. Immediate le condoglianze del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano 

ARPINO - Mentre gli inquirenti sono impegnati nella ricostruzione della dinamica dell'incidente, il bilancio definitivo della tremenda esplosione di ieri pomeriggio nella fabbrica di fuochi d'artificio Cancelli, ad Arpino, piccolo centro in provincia di Frosinone, ammonta a sei persone: il titolare dell'azienda, Claudio Cancelli di 65 anni, i due figli Gianni e Giuseppe, di 42 e 45 anni, due operai e un cliente. Il boato è stato sentito anche nei comuni limitrofi in un raggio di almeno dieci chilometri e sin dai primi istanti è stata evidente la portata della tragedia: il fabbricato è stato, infatti, praticamente distrutto e l'area limitrofa era da subito del tutto irriconoscibile. In un primo momento i soccorritori temevano che tra i morti potesse esserci anche un bambino, visto correre verso la fabbrica nei momenti precedenti la deflagrazione. Invece il piccolo si era nascosto per la paura ed è stato trovato in lacrime solo successivamente. 

Immediate le espressioni di cordoglio da parte delle Istituzioni. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, colpito dalla dimensione della tragedia, ha chiesto al Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, di rappresentare i suoi sentimenti di partecipe solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità. Ad Arpino, intanto, il sindaco, Bruno Vano, ha proclamato il lutto cittadino (così come a Sora, Veroli e Fontana Liri). Resta ancora da stabilire il giorno del funerale. "Conosco la famiglia Cancelli", ha detto Vano, "e anche i tre operai rimasti uccisi. Gente per bene, grandi lavoratori. Per la nostra comunità è una tragedia enorme che ci fa tornare indietro, al '94, quando un incidente simile colpì sempre la famiglia Cancelli". 

Drammatiche le testimonianze raccolte. "Sembrava l'inferno. Ero in zona quando ho sentito due forti boati. Subito dopo si è alzata una grande nube e io sono corso alla fabbrica. E' stato raccapricciante", ha commentato il vicesindaco di Arpino, Pierpaolo Gradogna. "Ho avvertito le forze dell'ordine, che sono subito intervenute. Intanto le fiamme si propagavano anche nel bosco, tanto che è stato necessario l'intervento di un elicottero della Protezione civile". I carabinieri del Noe si sono recati sul luogo dell'esplosione: l'obiettivo dei militati, guidati dal capitano Pietro Rajola Pescarini, è di capire se gli impianti di smaltimento delle sostanze prodotte dalla fabbrica erano a norma e se, a seguito dell'esplosione, potrebbe esserci un impatto ambientale.

Fonte: INAIL

Pirotecnia: 66 infortuni e 11 casi mortali tra il 2007 e il 2010

13 settembre 2011. Le rilevazioni della Consulenza statistico attuariale dell'INAIL: una media di 17 incidenti l'anno, di cui 3 dall'esito letale. Le dimensioni contenute delle imprese e la manipolazione di materiale esplosivo tra i motivi dell'elevata pericolosità del settore

ROMA - Secondo le rilevazioni della Consulenza statistico attuariale dell'INAIL, nel corso del periodo 2007-2010 sono stati 66 gli infortuni sul lavoro - 11 dei quali mortali - verificatisi in Italia nel settore della pirotecnia (in media, dunque, ogni anno ha registrato 17 incidenti, con 3 dall'esito letale). Il comparto - tornato drammaticamente alla ribalta della cronaca dopo l'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio con 6 vittime ad Arpino (Frosinone), nel Lazio - vede impegnate 277 aziende, per un totale di 564 addetti.

Le dimensioni estremamente contenute delle imprese (con un personale rappresentato, in media, da due unità), la manipolazione di materiale esplosivo, nonché il carattere prevalentemente artigianale e manuale delle lavorazioni svolte spiegano, così, la potenzialità di rischio infortunistico comunque elevata del settore.

I dati territoriali segnalano, inoltre, il forte radicamento delle aziende nelle regioni del Centro-Sud (dove è particolarmente diffuso l'utilizzo dei botti e dei fuochi d'artificio al termine delle feste popolari). Ed è proprio in tali regioni che negli ultimi 4 anni si è verificato il 70% degli infortuni (45 casi) e il 90% delle morti complessive (10 episodi, a fronte di un solo caso nell'area del Nord - in particolare nel Nord-Est). Con le vittime di Arpino, si profila per il 2011 un anno particolarmente drammatico per il settore.

Fonte: INAIL

Crollo palazzina - 4 morti

4 ottobre 2011

Crolla una palazzina a Barletta: muoiono quattro operaie tessili

4 ottobre 2011. La frana di un edificio in via Roma ha travolto un maglificio situato al primo piano. Dodici ore di scavi per recuperare i corpi: quinta vittima la figlia quattordicenne del titolare della ditta. Ora si indaga sullo stato pericolante della costruzione e sul rispetto delle norme di sicurezza dell'azienda

BARLETTA - Si è scavato per dodici ore a mani nude, sfaldando pezzo dopo pezzo il grande cumulo di pietre, guidati dai gemiti dei sopravvissuti sepolti sotto le tonnellate di macerie: una corsa disperata contro il tempo per liberare le dieci operaie del maglificio travolto ieri nel crollo di una palazzina di tre piani in via Roma, a Barletta. Il bilancio finale è stato di cinque vittime: Maria Cinquepalmi - 14 anni, la più giovane, figlia dei proprietari dell'azienda - e le lavoratrici Matilde Doronzo (32 anni), Giovanna Sardaro (30 anni), Antonella Zaza (36 anni) e Tina Ceci (37 anni).

Il presidente Napolitano: "Una sciagura inaccettabile". Immediato l'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in un messaggio al sindaco di Barletta, Nicola Maffei, ha espresso il suo dolore e il cordoglio alle famiglie delle donne scomparse. "L'inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l'accertamento rigoroso delle cause e delle responsabilità", ha affermato il Capo dello stato, "e soprattutto l'impegno di tutti - poteri pubblici e soggetti privati - a tenere sempre alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e vigilanza".

La rabbia dei parenti: "Lavoravano in nero, per quattro euro l'ora". Al momento sono due le inchieste aperte dal pm, Giuseppe Maralfa, relative rispettivamente all'ipotesi di disastro colposo e di omicidio plurimo colposo (ancora a carico di ignoti). In corso anche le verifiche della Guardia di finanza sull'attività dell'opificio e sul rispetto dei requisiti minimi di sicurezza. Le prime testimonianze emerse - la cui attendibilità è in corso di verifica da parte degli inquirenti - sono allarmanti. "Mia nipote prendeva 3,95 euro l'ora, mia nuora quattro euro: lavoravano dalle 8 alle 14 ore, dipendeva dalle commesse che il proprietario riusciva a ottenere", ha affermato la zia di una delle vittime. "Avevano ferie e tredicesima pagate, ma senza contratto. Erano delle donne normali: lavoravano per pagare affitti, mutui, benzina. Per poter vivere: anzi, sopravvivere. I giornali dicono che era un maglificio, ma in realtà era un laboratorio di confezioni: venivano confezionate magliette e tute da ginnastica".

I superstiti, sotto le macerie, hanno guidato i soccorsi. Erano le 12:30 di ieri quando l'edificio si è praticamente "spezzato" in due. E il bilancio della tragedia sarebbe stato ancora più drammatico se la palazzina - vista l'ora - non fosse stata quasi totalmente disabitata dai residenti (salvo una donna in stato interessante - che ha riportato solo qualche contusione - e il cui appartamento, all'ultimo piano, è stato solo parzialmente interessato dal crollo). A guidare i Vigili del fuoco nei soccorsi sono stati i lamenti provenienti da un anfratto creatosi dopo la frana: un'operazione di salvataggio certosina, condotta togliendo le pietre una a una per il timore di ulteriori smottamenti e che si è conclusa solo alle prime ore di stamattina, con l'estrazione dell'ultimo corpo.

Il Comune aveva già ispezionato l'edificio. Una riunione tecnica per avere un quadro complessivo e mettere a confronto tutte le informazioni riguardanti lo stato dei luoghi prima del crollo è adesso in corso nel Comune di Barletta. La riunione è stata convocata dal sindaco Maffei. Il primo cittadino sta anche compiendo verifiche sulla procedura amministrativa avviata venerdì scorso, 30 settembre, in seguito al sopralluogo dei tecnici dell'amministrazione, allertati dai residenti preoccupati per la presenza di numerose crepe nell'edificio. La denuncia sui rischi di staticità era stata avanzata in seguito alla demolizione di un rudere attiguo per far posto a un nuovo stabile. L'atto conclusivo dell'ispezione è tra i documenti sequestrati dagli inquirenti. Il contenuto del provvedimento, che non è mai giunto alla firma del dirigente - a quanto comunicano le agenzie di stampa - avrebbe dovuto disporre indagini statiche sull'edificio a carico dei proprietari. Dopo il sopralluogo - sempre secondo le prime testimonianze raccolte - i tecnici avrebbero tranquillizzato a voce chi viveva nel palazzo, ritenendo che non vi fossero rischi di crollo.

Accertamenti in corso anche sull'azienda. Nessun nome è stato iscritto per ora nel registro degli indagati. A quanto emerge dalle prime audizioni - ha affermato il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo - è confermata la "richiesta di attenzione" da parte del Comune per la palazzina poi franata. Capristo ha spiegato che la procura si è già impegnata da ieri, "dalle prime ore della tragedia, su una duplice direzione: condurre accertamenti sullo stato del palazzo che si è accartocciato, su quello che doveva essere costruito nel vuoto a fianco e sull'azienda sottostante". Riguardo al maglificio occorre capire - ha aggiunto Capristo - come il laboratorio "si trovasse lì e se è tutto in regola, cercando di approfondire il rapporto tra le giovani donne che hanno trovato la morte e il datore di lavoro. Non ci dimentichiamo che abbiamo delle vittime - delle lavoratrici giovani - ed è una cosa molto seria da approfondire".

INAIL Puglia: "Attivati gli accertamenti". "L'autorità giudiziaria ha disposto autopsia e ha aperto un fascicolo. Solo nei prossimi giorni potremo sapere qualcosa circa le indagini penali", afferma Mario Longo, direttore INAIL Puglia. "Sul fronte interno, la sede competente dell'Istituto ha attivato le procedure di accertamento e le iniziative socio-assistenziali di rito. La situazione appare complessa e occorrerà del tempo per riuscire ad avere un quadro più preciso dell'accaduto".

(ls/roma)

Fonte: INAIL

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