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PER NON DIMENTICARE ...
LE TRAGEDIE SUL LAVORO IN ITALIA

Questa sezione e' stata aperta il 20.12.2007 per ricordare il terribile incidente nell'acciaieria ThyssenKrupp, avvenuto la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, dove sono morti 7 lavoratori.

Vuole essere un forte segnale di solidarieta' ai familiari degli scomparsi ed un tributo alla memoria delle vittime di questa tragedia, di quelle che sono accadute e di quelle che, purtroppo, potrebbero ancora succedere nella speranza che non siano mai dimenticate.

La sezione e' aperta ai contributi di tutti coloro che desiderano apportare ulteriori informazioni, analisi, osservazioni tecniche in relazione a questi tragici accadimenti in modo da prevenire possibili altri incidenti / infortuni in situazioni simili.

Per qualsiasi materiale / notizia / aggiornamento sulle tragedie piu' sotto elencate rimaniamo a disposizione al seguente indirizzo e-mail: info@sicurezzaonline.it o al n. di tel: 0422 629399

2007   -   2008   -   2009   -   2010   -   2011   -   2013

Esplosione in una fabbrica di gomma - 2 morti

17 novembre 2008

 
17 novembre 2008. Lo scoppio di un miscelatore in un'impresa di pneumatici ha causato la morte del direttore dello stabilimento e di un operaio. I testimoni: "Una deflagrazione violentissima e senza preavviso"

BOLOGNA - Una sperimentazione di un nuovo prodotto finita in tragedia. Il bilancio: due vittime e tre feriti. Questa mattina un'esplosione alla Marconigomme di Sasso Marconi, azienda bolognese produttrice di pneumatici, ha provocato la morte del direttore dello stabilimento, Fabio Costanzi, 56 anni, e di operaio indiano di 45 anni, Iadav Ranjaz. Secondo le prime ricostruzioni fatte dai vigili del fuoco, all'origine della tragedia ci sarebbe lo scoppio di un miscelatore col quale Costanzi e Ranjaz stavano realizzando una fusione della gomma. La deflagrazione ha provocato un successivo incendio nel fabbricato. "Abbiamo provato a spegnerlo e a tirare fuori i nostri compagni", ha affermato Dervishi Zamir, un dipendente, "ma il fuoco non ce lo ha permesso e sono morti tra le nostre braccia". A detta dei testimoni, l'esplosione sarebbe stata "immensa, violentissima e senza preavviso". "Ho visto i vetri saltare e il reparto è diventato tutto nero", ha dichiarato Luciano Cardin, responsabile di produzione dell'azienda, secondo cui sarà difficile fare un'esatta ricostruzione della dinamica dell'incidente. "E' la sperimentazione più sicura che si possa fare", ha valutato, spiegando che in quel momento gli operai non avevano protezioni proprio perché impegnati in un'attività che non prevede particolari misure di sicurezza.
Immediato il cordoglio delle istituzioni. Sul luogo dell'incidente si sono recati il presidente della Regione Vasco Errani e il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia. "A nome del governo tutto, esprimo la più sentita partecipazione al dolore dei familiari e dei colleghi", ha dichiarato in un comunicato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il rappresentante dell'esecutivo, così, ha annunciato l'intenzione di Palazzo Chigi "di rendere più effettive le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso la maggiore  collaborazione  delle proprie funzioni ispettive con quelle delle Aziende sanitarie cui oggi è riconosciuta primaria competenza in materia". "In particolare, vogliamo integrare in un unico sistema le funzioni esperte dell'INAIL e dell'Ispesl in modo da offrire un ancor più solido e omogeneo riferimento per tutte le attività di ricerca sulla sicurezza, di prevenzione, assicurazione e riabilitazione.

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Lavoro. Nel settore gomma ogni anno 11mila infortuni

18 novembre 2008. Ieri a Bologna l'esplosione costata la vita a due persone. Anche se l'andamento è decrescente nell'ultimo triennio, gli incidenti nel comparto superano quelli dell'Industria e Servizi. Ma il 40% dei casi mortali è in itinere

ROMA - Il giorno dopo il terribile incidente alla Marconigomma di Sasso Marconi  si cercano le cause dell'esplosione costata la vita al direttore dello stabilimento, Fabio Costanzi di 56 anni, e ad un operaio indiano, Iadav Ranjaz, di 45. A provocare lo scoppio forse una reazione con i residui di una precedente lavorazione, o una quantità eccessiva di prodotto nel macchinario. L'attenzione degli inquirenti è concentrata, in particolare, sulla mescola che, secondo le testimonianze dei colleghi delle vittime, era di un tipo assolutamente nuovo. Ma sono ancora soltanto ipotesi.
L'incidente di ieri è solo l'ultimo di una lunga serie che, nell'ultimo anno, ha caratterizzato il settore gomma. Anche se l'andamento è leggermente decrescente dal 2005 a oggi ( -2,7% nel triennio) ogni anno si contano, infatti, poco più di 11mila infortuni. Per quanto riguarda, invece, gli incidenti mortali l'andamento nel triennio è altalenante : in media 15 morti l'anno, di cui però il 40% avvenuti in itinere, nel tragitto casa-lavoro-casa. Nel 2007, in particolare, su 16 infortuni mortali 9 sono avvenuti in occasione di lavoro e 7 in itinere.
Rispetto alla media dell'Industria e Servizi in termini relativi (indici di frequenza) l'indice complessivo è nettamente superiore (+46,1%); mentre è leggermente inferiore per gli infortuni gravi (-1,2%) e nettamente inferiore (- 50%) per gli infortuni mortali (indici calcolati al netto degli itinere).

Dati industria della gomma

Fonte: INAIL

La discussione su questo incidente nel Forum: Infortuni mortali sul lavoro

Caduta da piattaforma rampante - 3 morti

2 ottobre 2008

   
Tragedia sulla A1. La procura di Firenze ipotizza il reato di omicidio colposo
3 ottobre 2008. Tra i primi accertamenti previsti la perizia sulla piattaforma aerea dalla quale i tre operai sono precipitati. Le vittime stavano lavorando al fissaggio di uno dei sei piloni di cemento armato che reggeranno il viadotto

FIRENZE - Omicidio colposo. E' questo il reato ipotizzato dalla Procura di Firenze per la morte, avvenuta ieri pomeriggio, di 3 operai nel cantiere autostradale della A1 a Barberino di Mugello, in provincia di Firenze. Ad annunciare il provvedimento è stato il pm che coordina le indagini, Luciana Singlitico. "Non si sa ancora nulla, stiamo aspettando gli accertamenti",ha detto. "E' evidente che c'è un omicidio colposo, ma ancora non sappiamo a cosa è dovuto. Il fascicolo si apre sempre in questi casi, ma bisogna fare ancora tutti gli accertamenti".
Intanto continuano le indagini sul tragico episodio costato la vita a Giovanni Mesiti di 49 anni, Rosario Caruso, di 26 e Gaetano Cervicato di 45. I tre operai sono morti dopo un volo di quaranta metri da una piattaforma aerea. Secondo le prime testimonianze le vittime stavano lavorando al fissaggio di uno dei sei piloni di cemento armato che reggeranno il viadotto. E proprio la perizia sul montaggio di uno dei perni di tenuta della piattaforma aerea sarà tra i primi accertamenti che la procura di Firenze chiederà di fare agli esperti. "Dobbiamo appurare bene cosa è accaduto anche prima del fatto", ha affermato il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Quattrocchi parlando della vicenda con i giornalisti. "C'è un problema di intervento operativo", ha spiegato. "In particolare abbiamo una dichiarazione in cui si parla di un perno ma non è chiaro se è stato cambiato, montandone uno nuovo, o se ci sia stato un intervento di riparazione o manutenzione".
Secondo quanto riferito dai testimoni, i tre operai non erano imbracati con le corde perché, nonostante l'altezza, la piattaforma avrebbe dovuto garantire la sicurezza prevista dai regolamenti. Il pilone da cui sono precipitati è, infatti, interamente circondato sui quattro lati e sulla sommità da piattaforme analoghe a quella che ha ceduto. Il cantiere, ha precisato Autostrade per l'Italia in una nota, si trova nel Comune di Barberino ed è appaltato alla ditta Toto. Proprio nei giorni scorsi a Bologna era stato firmato un accordo per incentivare la sicurezza sul lavoro nei cantieri stradali della variante di valico.
Nella giornata di ieri altre tre persone hanno perso la vita sul luogo di lavoro. A Genova un uomo è caduto in un pozzo per l'estrazione di biogas nella discarica di Scarpino, mentre a Torgiano, in provincia di Perugia un altro operaio è stato travolto da un carro-ponte. A Sesto Fiorentino, infine, tre persone sono rimaste ferite mentre stavano effettuando lavori di manutenzione sulla linea ferroviaria Firenze-Prato. In due sono in gravi condizioni mentre il terzo non ce l'ha fatta. Secondo le prime ricostruzioni i tre operai sono stati investiti da un carrello che si muoveva per spostare le merci.

Fonte: INAIL

La discussione su questo incidente nel Forum: Infortuni mortali sul lavoro

Infortunio mortale plurimo per asfissia - 6 morti

11 giugno 2008

   
Tragedia in Sicilia: muoiono sei operai in un depuratore - 11 giugno 2008. L’incidente è avvenuto nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania. Secondo le prime ricostruzioni gli operai stavano pulendo una vasca. Quattro degli operai erano dipendenti comunali e due di un’azienda privata.

CATANIA - Un grave incidente sul lavoro si è verificato questo pomeriggio in Sicilia. Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende dai carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto. Secondo le prime ricostruzioni la morte potrebbe essere stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche, ma non si escludono altre ipotesi. Tra queste anche quella di una forte scossa elettrica. Quattro dei sei operai erano dipendenti comunali e altri due di un'azienda privata. Solo tre mesi fa, il 3 marzo, un'altro grave incidente sul lavoro era costata la vita a cinque operai presso il Truck center di Molfetta. Anche in questo caso a causare la morte degli operai le esalazioni da sostanze tossiche.

Fonte: INAIL

La cronaca

Le news da Repubblica >>

Le news dal Corriere della Sera >>

Riportiamo l'attenzione su quanto avevamo evidenziato in occasione del terribile incidente di Molfetta, in cui persero la vita 5 persone, relativamente ai lavori in spazi confinati:

La discussione su questo incidente nel Forum: Infortuni mortali sul lavoro

Scoppio nella fabbrica "Masterplast" - 2 morti e 3 feriti

16 aprile 2008

   
16 aprile 2008. L’incidente nella fabbrica di Cornate D’Adda è stato causato dall’esplosione di un estrusore

MILANO - Esplosione in una fabbrica di materiale plastico a Cornate D'Adda nella nuova provincia di Monza e Brianza. Due operai sono morti. Altri tre sono stati feriti. Secondo la ricostruzione gli operai deceduti sono un 48enne italiano, Raimondo Casati, e un 28enne di origine africana, Moussa Compaore. I due facevano parte di un gruppo di una decina di lavoratori che sono stati investiti dallo scoppio mentre stavano lavando un macchinario utilizzato per l'estrusione di plastica, un procedimento che trasforma fogli di plastica in palline. Investiti da bulloni, viti, e parti del macchinario i due operai sarebbero morti all'istante. I tre feriti, di cui nessuno pare in gravi condizioni, sono stati ricoverati all'ospedale di Vimercate.

La Procura della Repubblica di Monza ha aperto un fascicolo sull'incidente e si accinge a disporre consulenze tecniche per risalire alle cause dello scoppio. In attesa delle prime relazioni dei tecnici dell'Asl e dei Carabinieri, il procuratore di Monza, Antonio Pizzi e il pm di turno, Giordano Baggio, hanno posto sotto sequestro il reparto dove si trovava il macchinario, ma al momento non è stata formulata alcuna ipotesi di reato. L'indagine si presenta comunque molto complessa. Il malfunzionamento dell'estrusore, era infatti già stato segnalato dai dipendenti occupati nel turno del mattino. Si dovrà dunque chiarire se ci sono eventuali responsabilità su una tragedia, che con tutta probabilità, poteva essere evitata.

Nel 2006 gli infortuni mortali nel settore sono stati 24 con 11.342 infortuni denunciati. Nel 2007, i dati stimati parlano di 16 infortuni mortali con 10.217 infortuni denunciati.

Fonte: INAIL

Dal nostro Forum: Esplosione estrusore >>

Vai al ns. Dossier sulle direttive ATEX >>

Infortunio mortale plurimo in spazio confinato - 5 morti

3 marzo 2008

Un'altra strage sul lavoro: cinque vittime in un'autocisterna di zolfo a Molfetta
Sono stati uccisi dalle esalazioni. Uno degli operai era stato ricoverato in condizioni gravi: è morto all'alba


Fotografia tratta da: Corriere.it

BARI - Sono cinque le persone morte in un tragico incidente sul lavoro avvenuto lunedì in un'autocisterna nella zona industriale di Molfetta. Quattro vittime sono decedute subito: si tratta di Vincenzo Altomare, 63 anni, titolare della ditta di lavaggio di autocisterne «Truck Center»; Guglielmo Mangano, 43 anni; Luigi Farinola, 36 anni; Biagio Sciancalepore, 22 anni. La quinta, Michele Tasca, 20 anni, è morta martedì all'alba a causa dell'aggravamento del quadro clinico. In nottata il bollettino medico parlava di «grave compromissione dello scambio respiratorio legato a stato di edema polmonare acuto» e le sue condizioni erano disperate.

L'INCIDENTE - Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, gli operai stavano lavorando alla manutenzione di un'autocisterna adibita al trasporto di zolfo in polvere. In particolare, dovevano procedere al lavaggio della cisterna. Quando il primo operaio, Guglielmo Mangano, ha accusato un malore all'interno del serbatoio, per soccorrerlo è intervenuto il titolare della ditta, Vincenzo Altomare. A causa delle salazioni, però, Altomare non è riuscito ad aiutare il suo collega e a questo punto sono intervenuti l'autista di un camion di un'altra ditta che opera nella zona industriale e altri due operai. La strage si è compiuta in pochi minuti.

AUTORESPIRATORI - Franco Sarto, vicepresidente dell'Anmelp (Associazione nazionale dei medici del lavoro pubblici), spiega che «quegli operai avrebbero dovuto essere protetti da scafandri. Nelle autocisterne è difficile entrare con le bombole - aggiunge - per questo ci sono gli autorespiratori, collegati all'esterno con dei tubi».

DNAMICA - La dinamica dell'incidente, però, va chiarita. Come spiega infatti il professor Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di Medicina Legale all'Università "La Sapienza" di Roma, negli ultimi decenni episodi del genere hanno pochissimi precedenti (tanto che la casistica degli esperti, più che sugli incidenti sul lavoro di età industriale, si fonda ancora sulle vecchie solfatare). «Sinceramente - confessa - in tanti anni è la prima volta che sento un episodio del genere, sono casi rarissimi». Rari, ma fatali: «Quando si formano vapori di zolfo di anidride solforosa o idrogeno solforato - prova a spiegare l'esperto - il sangue non si ossigena più, viene bloccata l'emoglobina, e si muore per asfissia. Non respiratoria, ma sanguigna». E la morte è rapida: «Non c'è molto tempo, quasi subito interviene la perdita di conoscenza, che probabilmente è quello che è capitato agli operai scesi nella cisterna per tentare di soccorrere la prima vittima, e si muore. C'è poco da fare, ci vorrebbe (ma solo se sono passati pochi istanti di esposizione) un'immediata rianimazione e un soccorso con ossigeno, ma anche in questo caso le speranze sono pochissime, lo zolfo è un elemento che una volta respirato non perdona».

Le foto

Fonte: Corriere.it

Altre foto dell'incidente da Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/incidente-molfetta/1.html

Fonte: Repubblica.it

Riportiamo qui sotto alcuni riferimenti web affinche' simili incidenti non abbiano piu' ad accadere:

Soccorso a persona in spazi confinati (10 pagine in Microsoft Word)

Qualita' dell'aria nello spazio confinato (13 pagine in PDF)

Soccorso in ambienti confinati (173 slides in Microsoft Power Point)

La discussione su questo incidente nel Forum: Infortuni mortali sul lavoro

Esplosione in fabbrica di fuochi d'artificio - 4 morti

6 febbraio 2008

Esplosione in fabbrica di fuochi d'artificio: 4 morti e un ferito

Terni. Tragedia in una fabbrica d'artificio e deposito del viterbese. Quattro persone sono morte e un'altra è rimasta gravemente ferita in un'esplosione, avvenuta intorno alle 10.30, nell'azienda Cignelli, in località S. Egidio di Madonna delle Macchie, vicino a Castiglione in Teverina, nel confine tra Umbria e Lazio. A perdere la vita è stata un'intera famiglia: i due fratelli titolari della ditta e le rispettive mogli. Oltre Renato Cignelli di 44 anni e la moglie Rosanna Abatematteo di 41, Fiorenzo Cignelli di 58 anni e la moglie Elisabetta Tirinnanzi di 53 (tutti residenti nel comune di Castiglione in Teverina), in fabbrica c'era pure un altro congiunto, Giandomenico Cignelli, 26 anni. Quest'ultimo che al momento dell'esplosione si trovava in un'altra stanza rispetto ai parenti, è rimasto gravemente ferito. Ora si trova ricoverato al centro grandi ustionati del S.Eugenio di Roma. A causa della forte esplosione il tetto della fabbrica (quasi completamente distrutta) è crollato e un grosso incendio, ora domato, si è sviluppato successivamente. A quanto si è appreso dalla questura di Terni, la fabbrica era in possesso di regolare autorizzazione da parte della prefettura per la produzione e vendita di materiali esplodenti. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco arrivate da Terni, Orvieto ed Amelia e diverse volanti della polizia. I corpi delle vittime sono stati recuperati dai pompieri che ora stanno lavorando al fine di accertare le cause che hanno portato alla tragedia. Sul caso indaga anche la squadra mobile della questura di Terni, diretta da Luca Sarcoli, che questa mattina si è recato sul posto insieme anche al questore di Terni, Gianfranco Urti e al procuratore Flaminio Monteleone."E' incredibile che incidenti così gravi avvengano ancora, soprattutto in fabbriche che, producendo esplosivi, dovrebbero essere più che controllate", ha detto Giampaolo Patta, sottosegretario alla salute con delega alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Patta che questa mattina si trovava a Perugia per un incontro si è recato il lugo della tragedia. "Il governo -ha proseguito Patta- anche in questa fase di crisi continua il suo impegno per concludere la nuova legge delega sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro". Il sottosegretario ha annunciato poi che domani ci sarà l'ultimo incontro con le parti sociali.

Fonte: Estense.com

Esplode fabbrica di fuochi di artificio in provincia di Terni. Morte quattro persone

6 febbraio 2008. Dal 2004 al 2007 sono stati 350 gli incidenti e 24 le morti bianche nel settore pirotecnico. La regione più colpita è la Campania

TERNI - Una famiglia sterminata dall'esplosione di una fabbrica di fuochi di artificio. Uno zio, suo nipote e le loro mogli sono morti questa mattina nel grande incendio seguito all'esplosione della fabbrica Cignelli a Sant'Egidio di Madonna delle Macchie, nel comune di Orvieto, al confine tra Umbria e Lazio. Mentre un loro congiunto ha riportato gravi ustioni.

Non è comunque certo la prima volta che una fabbrica di fuochi di artificio esplode provocando vittime. Secondo l'INAIL negli ultimi quattro anni gli infortuni sul lavoro nel settore pirotecnico sono stati 350 (circa 90 ogni anno) e i morti 24 (per una media di 6 l'anno). Ad essere colpito è soprattutto il Mezzogiorno, dove si è verificato circa il 60% degli infortuni e l'80% delle morti. Quello delle imprese pirotecniche è un settore produttivo di nicchia con circa 900 aziende assicurate per un totale di poco più di 1.700 addetti. Sempre secondo l'INAIL si tratta di un settore caratterizzato da una struttura estremamente precaria e frammentata (una media pari a meno di 2 addetti per azienda), da un tipo di lavorazione a carattere prevalentemente artigianale e manuale e da un forte radicamento nelle regioni del Mezzogiorno, dove la pratica dei botti e dei fuochi di artificio costituisce l'immancabile corollario, soprattutto nella stagione estiva, alle tradizionali feste popolari.

E al centro delle cronache soprattutto la Campania. Lo scorso 11 maggio l'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio a Piane di Montegiorgio ha provocato 2 morti e 32 i feriti, 2 dei quali gravi, ed ha danneggiato 15 aziende. Appena qualche settimana prima, il 23 aprile a Gragnano, in provincia di Napoli, muoiono tre persone: il titolare dell'azienda e due nipoti che lavoravano con lui. L'esplosione causa la frana di un pezzo di collina, producendo uno spettacolo agghiacciante: si vedono arti umani, animali e alberi carbonizzati. Un anno prima, nel maggio 2006, una fabbrica di fuochi d'artificio salta in aria a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, causando la morte di due operai. E tre donne muoiono nell'agosto 2005 a Ottaviano (Napoli). Solo un mese prima a Teggiano (Salerno), nel Vallo di Diano, un'altra esplosione uccide due giovani fratelli e ferisce altre due persone. Infine, nel luglio 2004 sono cinque le vittime dell'ennesima esplosione in una fabbrica di fuochi di artificio alla periferia di Giugliano (Napoli).

Tabelle struttura produttiva e infortuni nel settore pirotecnico

Porti: pulizia della stiva di una nave - 2 morti

Notte tra il 17 e il 18 gennaio 2008

Incidenti sul lavoro, due morti per asfissia a Porto Marghera. Sciopero in tutti i porti

Porto Marghera

Porto Marghera

Due operai addetti ai lavori di pulizia della stiva di una nave sono morti a Porto Marghera. Secondo una prima ricostruzione, i due sarebbero morti per asfissia a causa dell'alta concentrazione di anidride carbonica nell'ambiente in cui stavano lavorando.
L'incidente si e' verificato nel corso della notte. Le vittime sono due lavoratori di ditte che operano per conto del Cia, il Consorzio intermodale adriatico. Sempre secondo quanto appreso vi sarebbe anche un terzo operaio coinvolto nell'incidente, che e' stato pero' soccorso e tratto in salvo.
I due operai deceduti, uno di 47 anni e l'altro di 39, lavoravano rispettivamente per la Ico Logistica e per la Nuova compagnia Lavoratori portuali, entrambi aziende che operano all'interno del Centro Intermodale Adriatico (Cia). I due - secondo quanto riferito dai loro colleghi - stavano ultimando le operazione di prelievo di un carico di soia dalla nave "World Trader". L'incidente e' avvenuto intorno alle una e mezzo di questa notte.
Le banchine di porto Marghera sono bloccate a causa di uno sciopero indetto immediatamente dai lavoratori in seguito alla morte dei operai. Fin dalle prime ore di oggi i camion che dovevano caricare o scaricare merci sono costretti ad attendere fuori dall'area portuale.
A seguito degli incidenti mortali avvenuti a Porto Marghera le organizzazioni sindacali Filt CGIL, Fit CISL e UIl trasporti indicono uno sciopero immediato in tutti i porti italiani con modalita' da definire localmente.   
"Esprimono ferma protesta - si legge in una nota - per il susseguirsi di incidenti che hanno raggiunto livelli non sopportabili nel 2007 e che purtroppo proseguono. La protesta e' indirizzata anche verso quelle imprese che non garantiscono lo svolgimento delle attivita' in sicurezza".   
Le tre organizzazioni sindacali rivolgono un invito agli organi ispettivi ed alle istituzioni competenti perche' vigilino e facciano rispettare la legislazione per la sicurezza del lavoro. Per martedi' 29 gennaio e' indetta una assemblea unitaria dei quadri e dei delegati per decidere le ulteriori iniziative da intraprendere a sostegno della sicurezza nei porti. Contestualmente si sentono vicine e solidali alle famiglie colpite da un cosi' grave lutto.

Fonte: Rainews24

Dall' archivio di 'In Primo Piano': Sicurezza tra gli scafi

La discussione su questo incidente nel Forum: Infortuni mortali sul lavoro

Allevamenti: carri desilatori, trincia - miscelatori e distributori di mangime - 2 morti

1 - 4 gennaio 2008

Il problema sicurezza nell'agricoltura è più radicato di quanto non si pensi: sono mille ogni anno gli infortuni, e il settore è dietro
solo all'edilizia. Certo siamo i più esposti, per la grande manualità del lavoro, ma anche perchè le paghe basse e le mansioni umili hanno portato ad avere oltre il 50 di occupati stranieri. Il livello di formazione, quindi, su questo fronte sta scendendo drasticamente. Anche se il trend degli incidetni mortali era fortunatamente sceso negli ultimi anni in Veneto: 15 nel 2004, 10 nel 2005 e 5 nel 2006. A Treviso, i decessi sono stati 4 nel 2005, mentre nel 2006 e nel 2004 non si era registrata nessuna vittima. Ora due morti cosi' ravvicinate. Anche il Trevigiano è la prima area in Italia ad aver creato un ente bilaterale di controllo, l'Ebat (formato da sindacati e associazioni di categoria degli agricoltori).
Ma, io che lo presiedo, posso dire che l'attività è appena iniziata e c'è molto da fare.
Con gli Spisal vogliamo entrare nelle scuole agrarie, per arrivare agli studenti ma anche ai loro padri agricoltori.
Ora dobbiamo pensare qualcosa per gli stranieri.

Autore: Onofrio Rota - Segretario Generale FAI - CISL

Fonte: Il Treviso

Documenti utili perche' non abbiano piu' ad accadere simili tipologie di infortuni:

Carri desilatori, trincia - miscelatori e distributori di mangime (44 pagine in PDF)

Adeguamento di macchine usate: Carri desilatori - miscelatori semoventi (11 pagine in PDF)

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La discussione nel nostro Forum: 'Infortuni mortali sul lavoro'

Tutti gli infortuni sul lavoro del 2008

Gli infortuni mortali nel settore delle costruzioni del 2008

                                           

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