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PER NON DIMENTICARE ...
LE TRAGEDIE SUL LAVORO IN ITALIA

Questa sezione e' stata aperta il 20.12.2007 per ricordare il terribile incidente nell'acciaieria ThyssenKrupp, avvenuto la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, dove sono morti 7 lavoratori.

Vuole essere un forte segnale di solidarieta' ai familiari degli scomparsi ed un tributo alla memoria delle vittime di questa tragedia, di quelle che sono accadute e di quelle che, purtroppo, potrebbero ancora succedere nella speranza che non siano mai dimenticate.

La sezione e' aperta ai contributi di tutti coloro che desiderano apportare ulteriori informazioni, analisi, osservazioni tecniche in relazione a questi tragici accadimenti in modo da prevenire possibili altri incidenti / infortuni in situazioni simili.

Per qualsiasi materiale / notizia / aggiornamento sulle tragedie piu' sotto elencate rimaniamo a disposizione al seguente indirizzo e-mail: info@sicurezzaonline.it o al n. di tel: 0422 629399

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Incendio all'acciaieria ThyssenKrupp - 7 morti

06.12.2007

Torino, Giuseppe Demasi non ce l'ha fatta, era l'unico sopravvissuto alla strage del 6 dicembre. Era stato sottoposto a tre interventi chirurgici

Thyssen, la tragedia del rogo morto anche il settimo operaio

Venerdì gli operai dell'acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà
Domani sera alle vittime del lavoro sarà dedicata la tradizionale marcia della pace del Sermig

<B>Thyssen, la tragedia del rogo<br>morto anche il settimo operaio</B>

Il reparto della Thyssenkrupp dove è avvenuto l'incendio

TORINO - E' morto Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio ustionato nell'incendio del 6 dicembre alla Thyssenkrupp di Torino. Il ragazzo era l'unico rimasto in vita dopo la tragedia. Nell'incendio era morto sul colpo Antonio Schiavone, poi nelle settimane successive si sono verificate le altre morti. Demasi era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate.

Proprio venerdì gli operaio dell'acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà per il loro compagno che stava lottando fra la vita e la morte e per ricordare le altre sei vittime: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò.

Tra i manifestanti c'erano anche i familiari dello stesso Giuseppe Demasi, il padre Calogero e la sorella Laura, oltre allo zio di Rosario Rodinò, Carlo Cascino, e il padre di Bruno Santino, Antonio. "Giuseppe Demasi si deve salvare per raccontarci quello che è successo, facciamo tutti il tifo per lui", aveva urlato Antonio Santino. Davanti al Cto i manifestanti avevano poi osservato un minuto di silenzio e applaudito a lungo in segno di incoraggiamento per Demasi. Ma il cuore del ragazzo non ha retto. E' morto oggi poco dopo le 13,30.

E sarà dedicata alle vittime del rogo nell'acciaieria della Thyssenkrupp, la marcia della pace del Sermig, che ogni anno da 40 anni la sera del 31 dicembre percorre le vie di Torino e si conclude nell'Arsenale della pace, dove l'associazione del volontariato cattolico tiene la cosiddetta "Cena del digiuno".

Le migliaia di giovani che partecipano alla manifestazione si ritroveranno davanti allo stabilimento di corso Regina Margherita, fermo dal 6 dicembre scorso quando sulla linea di produzione numero 5 le fiamme ustionarono a morte sette. "Scandiremo i nomi di decine di morti sul lavoro - spiega il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero - per ricordare che una fabbrica, un cantiere o un ufficio devono essere un luogo di serenità, di promozione umana dove le persone trovano le sostanze per mantenere la propria famiglia e mandare i figli a scuola".

( 30 dicembre 2007 )

Fonte: Repubblica

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Incendio Thyssen, morto il sesto operaio

Sale ancora il bilancio dell'incidente all'acciaieria torinese: non ce la fa il 26enne ricoverato a Genova

Il cardinale Severino Poletto durante i funerali di Rocco Marzo, una delle sei vittime dell'incendio alla ThyssenKrupp (Lapresse)

GENOVA - È morto Rosario Rodinò, l'operaio di 26 anni rimasto gravemente ferito nell'incendio scoppiato all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino e ricoverato presso il reparto grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova. A darne notizia è la direzione sanitaria del nosocomio. Sale dunque a sei il bilancio delle vittime dell'incidente avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre che ha riportato di attualità il tema delle morti sui luoghi di lavoro.

«MANI SPORCHE DI SANGUE» - Nel frattempo, oggi, a Torino, nella parrocchia di San Giovanni Maria Vianney nella zona di Mirafiori sud, il cardinale Severino Poletto ha celebrato i funerali di Rocco Marzo, un altro dei lavoratori rimasti coinvolti nell'incidente della Thyssen. Ci sono stati momenti di tensione alla cerimonia. Ciro Argentino, sindacalista della Fiom e compagno di lavoro delle vittime, ha stracciato il nastro che cingeva la corona di fiorni inviata dall'azienda. Poi, rivolgendosi ai dirigenti che entravano in chiesa (tra loro anche l'amministratore delegato, Harald Espenhahn, ha gridato: «Avete le mani sporche di sangue».

«SERVE UN SUSSULTO» - Assieme al cardinale Poletto, sull'altare, c'erano altri sacerdoti, tra cui il fondatore del gruppo Abele, don Luigi Ciotti. Alla cerimonia hanno assistito anche il sindaco Sergio Chiamparino e i presidenti della Regione e della Provincia, Mercedes Bresso e Antonio Saitta. Regione e Provincia hanno tra l'altro annunciato martedì la propria intenzione di costituirsi parte civile se la Procura deciderà di avviare un procedimento e il rogo alla Thyssen dovesse finire in un aula di tribunale. La notizia della sesta vittima non è passata inosservata durante la celebrazione. «Mi auguravo di avere chiuso questa vicenda con le esequie nella Cattedrale - ha detto il cardinale Poletto, riferendosi ai funerali delle prime quattro vittime, tenutisi la scorsa settimana -. La solidarietà della città è grande, anche l'azienda si è unita. Ma non basta. Serve un sussulto. Quella della sicurezza sul lavoro è un'emergenza nazionale».

STRAGE INFINITA - Le parole del cardinale Poletto sono di estrema attualità. E' una strage che sembra non avere mai fine, quella causata dalle cosiddette «morti bianche», che ancora nella giornata di martedì aveva fatto registrare altri cinque caduti sul lavoro (un operaio dell'Arsenale di Jesolo, un manovale di una ditta che si occupa di impianti fognari, un addetto al reparto stampaggio della Fiat di Melfi, un carpentiere bresciano precipitato da un'impalcatura in un cantiere, il dipendente di una fornace ad Alessandria), oltre a diversi feriti gravi in una decina di episodi in diverse zone d'Italia.

MANIFESTAZIONE A ROMA - Per protestare contro lo stillicidio di decessi e per testimoniare solidarietà alle vittime, martedì sera si è svolta a Roma una manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil, con l'obiettivo di sensibilizzare sulla necessità di maggiore sicurezza sul lavoro. Il Colosseo è stato illuminato per l'occasione. All'iniziativa hanno partecipato anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ai piedi del Colosseo, dalla parte che guarda verso l'Arco di Costantino, è stato esposto uno striscione con la scritta «Mai più».

Fonte: Corriere della Sera

La news in Sicurezzaonline.it: http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2007/infcro200712/infcro20071211.htm

La discussione nel Forum: ... vogliamo dire 2 parole sugli ultimi morti ???

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AGGIORNAMENTI

ThyssenKrupp: gli imputati rinviati a giudizio. Guariniello: "Sentenza storica"

17 novembre 2008. “E’ la nostra prima grande vittoria”, hanno commentato i familiari delle vittime uscendo dall’aula. Per l’ad Espenhan l’accusa è di omicidio volontario con dolo eventuale, mentre per gli altri cinque di omicidio colposo. Il processo prenderà il via il 25 gennaio

TORINO -  Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati nell'inchiesta per il rogo avvenuto alla Thyssen Krupp di Torino il 6 dicembre scorso. La decisione è stata presa in serata dal gup di Torino, Francesco Gianfrotta, che ha accolto tutte le tesi sostenute dall'accusa, rappresentata dai pm Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso.

In particolare l'amministratore delegato dell'azienda Harald Espenhan è stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, mentre gli altri indagati saranno processati per omicidio colposo con colpa cosciente. L'avvio del processo è stato fissato per il 15 gennaio prossimo e riguarderà, oltre ai sei imputati, anche l'azienda nella veste di persona giuridica.

"E' la nostra prima grande vittoria", hanno commentato i familiari delle vittime uscendo dall'aula. "E' una sentenza storica", ha aggiunto il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello. "Non è mai successo - ha detto - che si sia arrivati al rinvio a giudizio sia delle persone fisiche che delle persone giuridiche, riconoscendo in un caso anche l'omicidio volontario".

Nel rogo scoppiato presso la linea 5 dell'azienda, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, persero la vita Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

Fonte: INAIL

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