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23 MARZO 2016

   
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23/03/2016
Marie Curie: donna, madre, scienziata
Si trovava a Bruxelles, alla conferenza di Solvay, quando ricevette la notizia di aver vinto un secondo premio Nobel, questa volta da sola per la chimica. Era il 1911. Quasi contemporaneamente un secondo telegramma la informava che alcune sue lettere private erano state sottratte dal suo appartamento e consegnate alla stampa. A pubblicarle fu Gustave Téry su l'Œuvre, che accusava senza mezzi termini Marie Skłodowska Curie di essere una “straniera”, tanto più ebrea, che si era “dedicata con i più perfidi espedienti e con i consigli più subdoli ad allontanare Paul Langevin dalla moglie e a separarla dai figli”. Scoppiò il “grande scandalo”. Da tempo Marie, dopo un periodo di grave depressione per la morte del marito Pierre Curie nel 1906, aveva trovato nel giovane fisico prima un amico, poi un amante. La lettera pubblicata da Téry dava in pasto al pubblico la passione della giovane scienziata.

La missiva è raccolta nelle prime pagine del volumetto La vita non è facile e allora? Lettere di un genio forte e curioso a cura di Massimiliano Borelli (L’Orma editore, 2015) e, insieme ad altre, traccia il profilo di una donna, una scienziata, in anticipo sui tempi. Le rivelazioni di Téry non furono prive di conseguenze per Marie Curie. La gente lanciava sassi alle finestre della sua casa, al punto da costringere la giovane donna a scappare con le figlie da conoscenti; la stampa affondava il colpo facendo crollare la fama che si era guadagnata nel tempo. Alcuni docenti della Sorbona, dove insegnava fisica dal 1906 (prima donna nella storia dell’università), le chiesero di lasciare la Francia. Svante Arrhenius, a nome di tutto il comitato per il Nobel, le consigliò di non presentarsi in Svezia per la consegna del premio, sottolineando che se l’Accademia avesse creduto all’autenticità di quelle lettere, probabilmente non le avrebbe conferito l’importante riconoscimento. Una posizione che non lasciò indifferente la scienziata, determinata invece a vedersi riconosciuti i propri meriti: “Il premio mi è stato assegnato per la scoperta del radio e del polonio e credo non vi sia alcun rapporto tra la mia opera scientifica e le vicende della mia vita privata… In linea di principio non posso ammettere che le calunnie e le maldicenze della stampa influenzino l’apprezzamento accordato al mio lavoro scientifico”. E partecipò alla cerimonia per il Nobel sfidando le “convenienze”. Barbara Goldsmith nella biografia di Marie Curie osserva che nessuno aveva chiesto a Paul Langevin di lasciare il Paese o lo aveva condannato. “Il peccato di Marie era soprattutto quello di non essere solo un’amante ma una donna emancipata, quando donne del genere erano considerate, da entrambi i sessi, una minaccia”.

L’eco che avevano suscitato le sue vicende personali sui media era direttamente proporzionale alla fama che la giovane scienziata aveva raggiunto sul piano scientifico a livello internazionale. Figlia di Władysław Skłodowski, insegnante di scienze in un liceo, e Bronisława Boguska, una famiglia polacca dai mezzi modesti, aveva dovuto ben presto trovarsi un impiego come istitutrice per poter mantenere agli studi se stessa e la sorella Bronya che voleva diventare medico. Di giorno lavorava, di sera e la mattina di buon’ora studiava da autodidatta. Trasferitasi a Parigi dopo la laurea della sorella, nel 1891 all’età di 24 anni si iscrisse alla Sorbona: due anni dopo si laureò in fisica e l’anno seguente in matematica.

Marie iniziò a condurre le sue ricerche con il marito Pierre Curie all’École de Physique et Chimie Industrielles, in una stanza a vetri al pianterreno. I fondi a disposizione non erano molti e lo stesso Pierre Curie, scienziato di talento dal carattere schivo, era costretto a lavorare in un “bugigattolo fra il corridoio e il laboratorio degli studenti”. La giovane donna divideva le sue giornate tra faccende domestiche, una figlia piccola (Eve, la secondogenita, sarebbe nata nel 1904) e il laboratorio. Al punto che il pesante carico di lavoro scatenò una delle numerose crisi depressive che la accompagnarono per tutta la vita.

Nel 1898 i coniugi annunciarono la scoperta del polonio e del radio. Marie, che dal 1900 era docente di fisica all’École normale supérieure d’enseignement secondaire des jeunes filles di Sèvres, dimostrò che molti elementi chimici erano radioattivi e che la radioattività poteva essere misurata, spalancando in questo modo le porte alla scienza atomica. Argomento, questo, della tesi di dottorato discussa nel 1903. Quello stesso anno Pierre e Marie Curie ricevettero il Nobel per la fisica per le loro ricerche sui fenomeni radioattivi. A quel punto, sottolinea Barbara Goldsmith, “era diventata una questione imbarazzante per la Francia scoprire che i suoi scienziati più famosi ricoprivano posti di scarsa importanza”. Così a Pierre fu offerta una cattedra di scienze alla Sorbona e un laboratorio attrezzato, oltre a tre assistenti, e Marie fu nominata capo della ricerca. La fama dei Curie stava facendo il giro del mondo.

Dal 1909 la giovane scienziata, che da tre anni aveva preso il posto del marito alla cattedra di fisica alla Sorbona, iniziò a lavorare alla costruzione di una struttura per lo studio degli impieghi medici del radio, per il trattamento del cancro in particolare. L’Institut du Radium, l’attuale Institut Curie, fu inaugurato nel 1914. Poi furono gli anni della guerra. Grazie al finanziamento della Croce Rossa francese Marie Curie riuscì a costruire delle unità radiologiche mobili, chiamate Les Petites Curie. “È la stessa scienziata – si legge nel libro a cura di Borelli – a occuparsi dal 1916 della formazione tecnica delle operatrici e a raggiungere le zone di battaglia (anche insieme alla figlia Irène) per prestare soccorso localizzando proiettili, schegge e fratture nei corpi dei soldati”. E qualche anno più tardi, è il 1922, si impegnava in prima persona nella Commissione internazionale per la cooperazione intellettuale sotto l’egida della Società delle Nazioni.

Intanto nonostante la fama raggiunta da Marie Curie, la situazione economica del suo istituto di ricerca, in cui lavorava anche la figlia Irène, restava precaria. I fondi rimanevano un problema e il radio costava caro. Fu una giovane giornalista americana, Marie Mattingly Meloney direttrice del Delineator, a interessarsi al caso promettendole di raccogliere i soldi necessari ad acquistare un grammo di radio. La notizia, veicolata con abilità editoriale da Meloney, ebbe un forte impatto emotivo sul pubblico e lo scopo fu raggiunto, grazie soprattutto alle donazioni delle donne americane: il presidente Warren G. Harding il 20 maggio 1921 consegnò a Marie Curie la fiala contenente il grammo di radio del valore di oltre 121.000 dollari. Il viaggio in America di Marie Curie fu un trionfo e la stampa restituì alla scienziata polacca l’immagine distrutta dieci anni prima.  

Monica Panetto

Fonte: il BO

       
23/03/2016
Energia: Ecobonus 2016, online il portale per inviare la documentazione
Da questa settimana è possibile inviare all'ENEA la documentazione per usufruire delle detrazioni del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati nel 2016. Sui temi dell'efficienza anche due giornate di formazione per giornalisti il 4 aprile a Milano e il 6 a Roma.
È online il portale finanziaria2016.enea.it per l’invio telematico della documentazione relativa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, entro i 90 giorni dalla conclusione dei lavori, che permettono di accedere alle detrazioni fiscali del 65%.
ECOBONUS ENEAAd oggi è possibile inviare la documentazione relativa a interventi di riqualificazione dell’intero edificio, coibentazioni dell'involucro edilizio, sostituzione infissi, installazione di schermature e pannelli solari e di impianti di climatizzazione invernale.
Per quanto riguarda invece le nuove tipologie ammesse ai benefici dell’ecobonus dalla legge di stabilità 2015, come l’acquisto di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda, la documentazione potrà essere inviata non appena saranno state adottate le necessarie disposizioni attuative.
 
      
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23/03/2016 Sono state pubblicate, e disponibili sul CEI Webstore, le seguenti norme CEI

CEI EN 60079-28 (Class. CEI 31-75) "Atmosfere esplosive - Parte 28: Protezione delle apparecchiature e dei sistemi di trasmissione che utilizzano radiazione ottica". La Norma specifica le prescrizioni, le prove e i requisiti di marcatura per le apparecchiature che utilizzano radiazioni ottiche, previste per essere utilizzate in luoghi con atmosfere esplosive. La Norma inoltre copre le apparecchiature che sono posizionate al di fuori dei luoghi con atmosfere esplosive, o che sono caratterizzate da un tipo di protezione previsto nella Norma CEI EN 60079-0, ma che generano radiazioni ottiche che entrano nei luoghi con atmosfera esplosiva.

CEI 23-133 "Interruttori differenziali con o senza sganciatori di sovracorrente per prese fisse per uso domestico e similare". La Norma si applica agli interruttori differenziali incorporati o specificatamente destinati ad essere utilizzati con le prese fisse a due poli, con o senza contatto di terra, per installazioni domestiche e similari (SRCD: interruttori differenziali per prese fisse).
Gli SRCD trattati hanno lo scopo di fornire una protezione supplementare a valle degli stessi e sono destinati ad essere utilizzati in sistemi monofase quali fase-neutro, fase-fase o fase-terra, nonché destinati ad essere utilizzati in circuiti nei quali la protezione contro i guasti (protezione da contatto indiretto) è già assicurata a monte degli stessi SRCD.

CEI 64-19;V1 "Guida agli impianti di illuminazione esterna". La Variante V1 ha lo scopo di definire una serie di indicazioni sull'utilizzo delle infrastrutture di illuminazione esterna (condotti e pozzetti) per l'installazione di cavi ottici dielettrici e relativi accessori di giunzione

Fonte: CEI

         
23/03/2016 Calcestruzzo: due norme in arrivo 
Due progetti di norma di competenza della Commissione Cemento, malte, calcestruzzi e cemento armato si trovano nella fase dell’inchiesta pubblica finale. Sino 19 maggio tutti gli interessati potranno scaricare i testi dei progetti (NORMAZIONE > UNI: inchiesta pubblica finale) e inviare i propri commenti.

U96000420 “Additivi riduttori di ritiro del calcestruzzo (SRA) - Definizione, requisiti e metodo di prova”specifica la definizione e i requisiti degli additivi riduttori di ritiro del calcestruzzo e descrive i procedimenti da seguire per il controllo dell'idoneità a svolgere la loro azione specifica. Il progetto intende definire l'idoneità degli additivi che sono di utilizzo sempre più diffuso in Italia e, tuttavia, ancora non regolati dalla UNI EN 934-2.

Il progetto U96000540 “Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità - Specificazioni complementari per l'applicazione della EN 206” - che sostituisce la UNI 11104 del 2004 - si applica al calcestruzzo per strutture gettate in situ, strutture prefabbricate e componenti strutturali prefabbricati per edifici e strutture di ingegneria civile. Il calcestruzzo può essere confezionato in cantiere, preconfezionato o prodotto in un impianto per componenti di calcestruzzo prefabbricato.
La
 EN 206 è stata elaborata dal comitato europeo CEN/TC 104 tenendo conto delle esigenze, delle condizioni ambientali e della pratica d’uso dei diversi Paesi europei; essa non contiene tutte le disposizioni necessarie per la specificazione e produzione del calcestruzzo. Ne consegue la necessità di un documento di applicazione nazionale che tenga conto della pratica d’uso consolidata del calcestruzzo in Italia.

Fonte: UNI

   
 

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23/03/2016

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – Recepita la direttiva sulle attrezzature a pressione

È stato pubblicato il Dlgs 15 febbraio 2016, n. 26 (GU n.53 del 4 marzo 2016) che recepisce la direttiva 2014/68/UE sulle attrezzature a pressione (allegato).
La direttiva 2014/68/UE riguarda l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relativamente alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione e risponde all’esigenza di procedere ad una “rifusione” delle disposizioni vigenti in materia, tenendo conto che la precedente analoga direttiva 97/23/CE, di cui dispone l’abrogazione, ha subito nel tempo sostanziali modifiche.
Sono variate, infatti, le norme relative all’accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti (Regolamento 765/2008), è stato stabilito un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti (Decisione N. 768/2008/CE) ed è stata modificata la classificazione dei fluidi contenuti nelle attrezzature a pressione a seconda della loro pericolosità (Regolamento 1272/2008, cosiddetto CLP).
Il decreto in esame modifica in modo significativo il Dlgs 25 febbraio 2000, n. 93 (che attua nel nostro paese la direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione) il cui campo di applicazione è riferito alla progettazione, alla fabbricazione e alla valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti ad una pressione massima ammissibile (PS) superiore a 0,5 bar.
Nel monitorare l’iter parlamentare di approvazione del Decreto, abbiamo evidenziato alcuni correttivi che sono stati recepiti nel testo approvato (es. relativamente ai termini della disciplina transitoria).
Le disposizioni previste dal Dlgs 15 febbraio 2016, n. 26 si applicano a decorrere dal 19 luglio 2016, fatta eccezione per le modalità di classificazione delle attrezzature a pressione (articolo 1, comma 1, lett. t) la cui decorrenza è il 1 giugno 2015 (secondo quanto disposto dall’art. 49 della direttiva), per i motivi e con le modalità indicate nella circolare del Ministero dello Sviluppo Economico (allegata) del 15 maggio 2015.

DLgs+15+febbraio+2016+n+26
 
circolare-art-13-ped

Fonte: Confindustria Benevento

    
23/03/2016

Il decreto fibra ottica e l'utilizzo delle tecnologie di scavo “a norma” -

Il decreto legislativo 33/2016 (da gazzettaufficiale.it) che recepisce la direttiva europea 61/2014 recante misure volte a ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità, contiene una serie di disposizioni volte all'accelerazione dei tempi di posa della fibra ottica e all'utilizzo di tecnologie innovative in materia di scavo, meno invasive e onerose.

L'articolo 5 stabilisce infatti che "…le specifiche delle tecniche di posa su tralicci e pali, di scavo tradizionale e di scavo a basso impatto ambientale, nonché dei relativi ripristini sono definite dall'Ente Nazionale Italiano di Unificazione attraverso le apposite norme tecniche e prassi di riferimento…" sancendo così il ruolo super partes e semplificatore della normazione tecnica volontaria.

trenchless scaviIl richiamo alle norme (e alle PdR, una delle quali – la UNI/PdR 7 - si occupa proprio di tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale tramite i sistemi di minitrincea) costituisce un punto di riferimento importante per la posa della fibra, che - riconoscendo il ruolo dell'UNI ed avvalorando il lavoro avviato con IATT negli ultimi anni per la definizione di specifiche tecniche in materia - in sostanza elimina la necessità di ricorrere continuamente a interventi normativi "di sblocco" delle tecnologie innovative e permette di abbattere tempi e costi di installazione, accelerare i lavori di copertura del territorio con reti di nuova generazione, in linea con gli obiettivi stabiliti dal Governo nella strategia sulla banda ultralarga. Questo principio di collaborazione virtuosa tra legislazione e normazione tecnica è applicabile anche ad altri settori - quali il gas, l’idrico e l’energia - altrettanto strategici e per i quali auspichiamo che le prassi in fase di pubblicazione potranno egualmente facilitare gli ammodernamenti degli asset esistenti e colmare i gap infrastrutturali.

trenchless scavi2L'Italian Association for Trenchless Technology IATT ritiene "di fondamentale importanza la normazione poiché definisce delle linee guida certe che sono di supporto nella predisposizione dei bandi di gara e forniscono quegli standard di qualità necessari per un corretto svolgimento dei lavori, costituendo anche un significativo ausilio sia per le imprese che utilizzano le nostre tecnologie sia per gli Enti, del settore pubblico e privato, che autorizzano i lavori. Pertanto, la standardizzazione ricopre un ruolo strategico per la crescita del nostro Paese rendendo possibile la modernizzazione delle infrastrutture del sottosuolo, in modo veloce e sicuro".

Secondo IATT "l’esperienza della prassi di riferimento è altamente positiva, infatti la pubblicazione della UNI/PdR 7 relativa ai sistemi di minitrincea, ha superato in poco più di un anno i 3.000 download, testimoniando il grande interesse che l’argomento suscita e la grande esigenza di regole certe nel settore".

Fonte: UNI

   
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23/03/2016 Le ultime novita' dell'Autorita' per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico 
   
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